Tag: sportcars

22 Aug | 2016
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Il tempo sul giro

Una volta si dava molta più importanza ai dati. Lo 0 -100 km/h era un metro importantissimo per una sportiva, un dato da sfoggiare con gli amici per dire che “la mia è macchinina è più veloce della tua”. Ma vorrei vedere, a conti fatti, quanti riuscirebbero a staccare quel tempo cin una Ferrari 575 Maranello, senza launch control e ammennicoli vari. Anche la velocità era importante. Da ragazzino guardavo con ammirazione la Lamborghini Diablo, l’auto – allora – più veloce del mondo con 325 km/h di punta.

Oggi non si da più tanta importanza a queste cose, per fortuna.

Comprare una Golf R perché è più veloce di una Civic Type R nello 0 a 100 km/h è stupido quanto mangiare una fetta di torta perché ha 20 Kcal in meno di un piatto di carbonara. Tanto vale fare una scelta di gusto e abbandonarsi ai grassi.

Oggi il diavolo con cui si devono fare i conti si chiama cronometro e la sua casa è nientemeno che l’inferno verde.

Il Nürburgring è da decenni il banco di prova preferito dalle Case per testare le proprie auto, ma è anche il palcoscenico migliore per mostrare quanto è veloce la loro ultima creazione.

Essere più veloci al ‘Ring è un merito importante? Sicuramente. È un elemento decisivo per giudicare un’auto? Ho grossi dubbi.

A giudicare dai forum, però, sembra che il tempo sul giro sia importante per gli appassionati quanto lo è un acero di 20 metri per un una famiglia di castori.

A parte che l’auto più veloce non è necessariamente quella migliore (abbiamo visto spesso il contrario), ma soprattutto bisogna considerare che i rilievi cronometrici sono fatti con gomme diverse, piloti diversi e temperature diverse. E questo non vale solo per il circuito tedesco, ma per ogni altra pista del mondo.

Quello che posso fare è aspettare che questa moda dell’attacco al tempo passi, ma temo che i dati in qualche modo saranno sempre oggetto motivo di futili litigi e motivo di vanto per le Case.

Nel frattempo si avvicina l’era in cui si discute dei tempi di ricarica delle batterie. Brrr…

31 May | 2016
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Strada o pista?

Dovremmo recensire meno auto e più strade. Sento quasi la necessità di fondare un Magazine (è ben più fico da dire invece che Rivista) che narra di strade magnifiche e di automobili mediocri. Potrei chiamarla “Motori e Guard rail”: un successo garantito.

Questo perché trovo frustrante guidare in città, o in statale, o dovunque non ci siano curve. Non perché debba sempre rischiare la vita e andare a mille all’ora, ma semplicemente perché non mi godo il piacere della guida.

Quei malefici giornalisti inglesi fanno millemila chilometri per cercare le strade giuste per i loro test, ci sarà pure un motivo. Fortunatamente sono cresciuto in una zona ricca di belle strade, povere di traffico e colme di animali selvatici, quindi se prendete una curva abbastanza forte e siete abbastanza fortunati, potrete pure procurarvi la cena. Da quando abito a Pavia, però, ho disimparato a guidare. Nella pianura pavese è più facile trovare Megan Fox che fa l’autostop, piuttosto che una curva.

La strada giusta tira fuori il meglio di un’auto, molto più di quanto non faccia il circuito. La pista infatti non solo uccide ogni senso di velocità (a Monza anche una Ferrari non sembra poi così veloce), ma vi da anche una percezione distorta dell’auto. Una Mégane RS in pista può sembrare quasi noiosa, mentre una una 911 GT3 “appena adeguata”. Non solo, l’asfalto liscio della pista non riesce a far emergere tutti i pregi e difetti di una vettura, e nemmeno vi fa cogliere le più piccole sfumature: i bassi regimi, la coppia (e la mancanza di coppia), il lavoro delle sospensioni, la fiducia che il telaio infonde.

Per fortuna i tedeschi hanno una soluzione a tutto e parecchi anni fa hanno creato un ibrido tra strada e pista, di quasi 22 km. Io sto già programmando una gita, chi viene al Nürburgring con me?