Tag: SeatIbizaCup

16 Jun | 2016
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Seat Ibiza Cup a Misano, il racconto in prima persona

Caldo, odore di gomme, di freni, cilindri a profusione. Il Circuito di Misano Adriatico durante il weekend di gara è uno spettacolo. È venerdì, ora di pranzo: io e il mio collega , ma sopratutto amico, Andrea Brambilla siamo qui per correre una gara della Seat Ibiza Cup, uno dei campionati monomarca più divertenti e combattuti del panorama motoristico italiano. Mai avrei pensato che la mia prima gara con una vettura da turismo sarebbe stata su un’Ibiza. Anche perché, pur facendo il tester di auto, non ho MAI avuto l’occasione di provarne una. Strana la vita, eh?

Per chi non lo sapesse, per correre in auto ci vuole una maledetta licenza sportiva e per ottenerla bisogna prepararsi ad avere a che fare con la burocrazia italiana. Elettroencefalogramma, cardiogramma, gruppo sanguigno, antitetanica, corso ACI delle bandiere di gara, tessera ACI da vips da 60 euro (a scadenza annuale) e per concludere, con altri 290 euro vi daranno la vostra bella licenza sportiva nazionale C. Insomma, una procedura lunga e complicata.

L’Ibiza Cup, invece, è un format semplice. Sei tappe: Adria, Misano, Mugello, Vallelunga, Monza e Imola; macchine tutte uguali e costi relativamente contenuti. Una gara costa 7.000 euro, con la possibilità di fare un equipaggio di due piloti e dividere le spese.

Ma torniamo alla nostra mattina. Stiamo mangiando una piadina squacquerone e rucola, pronti psicologicamente per affrontare il nostro weekend. Dalla quantità di auto che troviamo nel parcheggio del circuito ci rendiamo conto della maestosità di questo evento. Credo di non aver mai visto una tale quantità di BMW M4 tutte assieme. Porsche, Ferrari, Lambo, ogni genere di supercar con ogni genere di targa è parcheggiata sull’erba come ad una sagra di paese.

Le nostre prove libere sono alle 10,40 di sera, ma noi arriviamo in pista dopo pranzo per goderci la giornata. Durante il weekend non ci siamo solo noi: vetture GT, Porsche Carrera Cup, Formula, campionato TCS, Leon Cup, di tutto e di più. Gente che gira con i Ciao Piaggio per i paddock, auto da sogno, simulatori, stands, ragazze ombrellino.

Lo stand SEAT è gigantesco. Dio solo sa quanti caffè sono riuscito a bere, senza contare i succhi di frutta, le pizzette e le mini brioches. Ma noi siamo vogliosi di vedere la nostra macchina.

L’Ibiza è parcheggiata sotto un tendone insieme alle sue diciassette sorelline. È verde, di un verde pisello brillante, pronta essere decorata con i nostri adesivi. Il motore è un 1.4 TFSI con compressore volumetrico e turbina in grado di sviluppare 200 CV di potenza; il cambio invece è un DSG (quasi) di serie. Per il resto l’Ibiza monta i soliti upgrade delle vetture da corsa: dischi e pastiglie da gara, gomme slick, roll-bar, contagiri elettronico e i vari sistemi di sicurezza.

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12 Jun | 2016
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Seat Ibiza Cup Misano, il resoconto di gara uno e gara due

Il secondo giorno del nostro weekend di gara a Misano è decisamente in discesa. Dopo le libere saltate a causa del cambio rotto la mia frustrazione è aumentata parecchio, non facendomi dormire proprio tranquillo. La buona notizia è che il cambio difettoso è stato smontato e sostituito con uno completamente nuovo, quella brutta è che alle 17,30 abbiamo le qualifiche senza aver provato pista e macchina. Quaranta minuti, ovvero sei giri per il mio compagno e nove per me, non molti, ma almeno ci hanno permesso di farci un’idea dell’auto. Purtroppo non sono abbastanza per fare un tempone e quindi oggi ci tocca partire dietro, ma non lontani dal gruppo.

Gara uno è alle 22,30 di sera, con il Circuito di Misano illuminato (più o meno) a giorno. È uno spettacolo correre di notte: prima di tutto fa più fresco (con la tuta di giorno sembra di stare in Africa), e poi il mix di curve buie e tratti illuminati rende il tutto più emozionante. Andrea parte per primo cercando di passare indenne la partenza lanciata. La gara è di 48 minuti più un giro con cambio pilota obbligatorio tra il diciottesimo e il ventitreesimo minuto di gara.

Andre tiene un buon passo e migliora di molto il suo tempo della mattina, guadagnando qualche posizione per poi passare la staffa a me. Finiamo quattordicesimi, ma i nostri tempi sono gli stessi del gruppo centrale. Contando che abbiamo provato il tutto solo qualche ora prima siamo molto soddisfatti.

Due birre, un giro nella Cattolica by night e andiamo a dormire.

La mattina mi ammazzo di brioches e mi preparo psicologicamente. Oggi mi tocca la partenza di gara due, intanto comincia a piovere. Faccio una pennichella pomeridiana e al mio risveglio per fortuna splende il sol.

La partenza va bene e riesco a guadagnare qualche posizione arrivando a metà classifica, in decima posizione. Purtroppo la mia stanchezza e la mia pseudo cecità non mi fanno vedere il cartello del rientro del cambio pilota e mi becco un penalità di ben tre minuti. Andrea nonostante un problema al freno e le gomme finite riesce a tenere la posizione e porta l’auto al traguardo. Eravamo decimi, ma la penalità aihmé ci rilega in quattordicesima posizione. Mi mangio le mani e mi chiedo come diavolo ho fatto a non vedere quel cartello, ma allo stesso tempo sono molto soddisfatto.

Nonostante abbiamo provato pista e macchia solo ieri mattina siamo riusciti a stare nel mezzo, segnando un miglior tempo di 1,8 secondi più lento del record in gara. Abbiamo battagliato e sorpassato, senza mai fare errori grossi, dritti o cappellate.

Insomma, un finale dolce e amaro. A breve il resoconto del nostro incredibile weekend, con tutti i retroscena, le piadine e il video diario. E naturalmente, la prova della nostra verdissima Seat Ibiza!

11 Jun | 2016
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Resoconto prove libere Seat Ibiza Cup Misano

Arriviamo per pranzo a Cattolica, giusto in tempo per una piada crudo scuaquerone e rucola, e poi via verso il circuito. Misano è sempre ordinato, moderno; si percepisce subito che è una pista omologata per i mondiali.

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Noi non perdiamo tempo e andiamo a vedere la nostra macchina: un’Ibiza Cup verde, tanto luccicante da far male agli occhi. Attacchiamo i nostri adesivi, proviamo il sedile e  andiamo ad ammazzare il tempo osservando le Huracán GT3 che sputano fiamme come draghi. Le nostre prove libere sono alle dieci di sera, con la pista illuminata giorno. Uno spettacolo, se non fosse per un problema.

Io e Andrea abbiamo 40 minuti per provare auto e pista, circa 6 giri a testa. Decidiamo che parto per primo: le indicazioni sono “tre giri per scaldare le gomme, poi comincia a tirare”, ma scopro subito che c’è qualcosa che non va.
Il cambio non prende le marce in scalata. Rientro ai box, riazzeriamo la centralina e riparto. Faccio un giro, ma ancora non va, e son costretto a rientrare di nuovo.

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Lascio la guida ad Andrea, che riesce a fare un giro per veder la pista, ma accusa lo stesso problema.

C’è chi ha un guasto al primo giro della 24 Ore di Le Mans, o chi fonde il motore nel giro di ricognizione.

Nelle gare sono cose che capitano, già, ma le libere ci servivano proprio. Bè, siamo speranzosi che il cambio oggi non ci faccia dispetti, e vorrà dire che concentreremo libere e qualifiche in 4-5 giri. Dato che la fortuna è cieca, speriamo che anche la sfiga perda qualche diottria.