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9 May | 2016
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Porsche e Targa Florio, la mia avventura

La Targa Florio è un qualcosa di difficile da descrivere. È una delle gare più antiche e difficili del mondo, ma descriverla così sarebbe riduttivo.

Andiamo con ordine.

I giorni scorsi ho avuto il privilegio di viverla da vicino, o meglio, da dentro. Quattro incredibili giorni su e giù per le strade della leggendaria corsa alla guida delle nuove Porsche 911, facendo tappa nei luoghi storici della gara insieme alle vetture d’epoca. Giorni fatti di panorami mozzafiato, buche, cannoli e soprattutto automobili; in compagnia dei miei colleghi giornalisti, ma prima di tutto, amici.

Arriviamo giovedì a Palermo giusto in tempo per rilassarci e rischiare la vita sulle strisce pedonali. Il mare, la vitalità, le palme e il traffico congestionato fanno sembrare Milano una città svizzera. La mia missione (secondaria) è quella di assaggiare il famoso panì ca meusa, il panino con la milza che fanno – quasi – solo a Palermo; un’impresa che si rivelerà molto più ardua del previsto.

Ci godiamo la cerimonia d’apertura della Targa in Piazza Verdi circondati da centinaia di persone e altrettante vetture, nuove e d’epoca. Ferrari che sgasano, un tizio con una Bugatti che per poco non investe una famiglia, un caffè atteso a lungo al bar del teatro. Un’inizio in grande stile.

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Venerdì mattina mi alzo presto per la colazione: cannoli, bacon, uova, e via verso il parcheggio a prendere le nostre auto. Io e il mio collega Marco per due giorni saremo i felici proprietari di una Porsche 911 Turbo S grigio chiaro, mentre i nostri colleghi completano il gruppo con una 911 Turbo rossa e una 911 Carrera 4S grigio scuro.

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Le indicazioni sono chiarissime: “usatele come se fossero vostre; lavatele, lasciatele sporche, seguite il percorso che preferite, insomma: siete liberi di fare quello che volete”.

Non serve aggiungere altro. Impostiamo il navigatore su “no autostrada” e ci fiondiamo alla ricerca di strade giuste.

La prima tappa della giornata è Cefalù, dove ci attendono per pranzo. Le strade che seguono sono tra le più belle che abbia mai visto, ma alcuni tratti sono così pieni di buche che sembrano terremotate.
Alcuni punti vanno percorsi a passo di bradipo per non toccare il fondo dell’auto e non distruggere gli ammortizzatori.

Traffico quasi nullo e decine di chilometri di curve così fantastiche che quasi non mi sembra vero. L’accoglienza della gente ad ogni paese che attraversiamo è incredibile: foto, grida, pollici in sù. Una signora ci regala pure un dolce, e noi ricambiamo sgasando con le nostre Carrera.

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La 911 Turbo S, come ho già detto nella mia prova, è un bel posto in cui stare. In modalità D l’auto è comoda, rilassata e silenziosa, e nonostante abbia il sedere più largo di quello della Carrera S risulta comunque abbastanza compatta e versatile. Ma su questi tratti la versatilità ci interessa quanto la matematica applicata. Scopriamo che in modalità Sport la 911 scoppietta e “suona” meglio che in Sport + (Marco adora gli scoppiettii), ma io preferisco la seconda.

La Turbo S è un’auto dalla doppia anima: calma e docile nel traffico, ma dannatamente veloce all’occorrenza. I 530 CV e 700 Nm di coppia semplicemente annientano ogni tratto di rettilineo, sparando l’auto fuori dalle curve a velocità incredibile. Superiamo qualche auto storica, schiviamo qualche mucca e ci fermiamo scambiandoci auto e pareri tra una sigaretta e l’altra.

Prima di cena torniamo in hotel percorrendo gli ultimi chilometri a passo d’uomo nel congestionato traffico di Palermo, dove in coda un tizio invita me e Marco fuori a cena. Rifiutiamo la losca proposta e andiamo a prepararci per una chiacchierata con delle leggende della Targa Florio: Herbert Linge, Günther Steckkönig, Gijs Van Lennep e Vic Elford, uomini temerari che hanno gareggiato al volante delle vetture di Stoccarda lungo il tracciato stradale più incredibile del mondo. Mangiamo pesce arrotolato (un must della nostra avventura), qualche decina di cannoli e andiamo a dormire.

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Sabato riprendiamo le nostre auto e ci dirigiamo verso Agrigento, passando per Corleone. Il panorama è verde e collinare ci aggrada, così ci fermiamo per scattare qualche foto e fare qualche ripresa. Ne approfitto per fare un giro sulla Turbo rossa e sulla 4S. La Turbo ha 40 CV in meno della Turbo S, ma ha comunque abbastanza coppia e cavalli per trainare una nave. Non è tanto la potenza in sé a stupire, quanto l’accessibilità delle sue prestazioni.

La 911 4S non è ha la stessa spinta violenta delle altre due, ma non per questo è meno coinvolgente. Il suo 3.0 litri sei cilindri boxer sovralimentato da 420 CV e 500 Nm ha grinta da vendere e la 4S non sembra lenta neanche se confrontata con le altre due.
È un’auto molto equilibrata: ogni elemento è perfettamente integrato con gli altri ed è piacevole da guidare ad ogni andatura. Qualcuno di noi se n’è innamorato perdutamente.

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Comincia a piovere, ma poco male: le nostre 911 sono tutte a trazione integrale, una sicurezza in più che non guasta affatto. Il telaio della Turbo S infonde molta fiducia e, se si è abbastanza smaliziati, si può far derapare leggermente il posteriore di qualche grado in uscita di curva consapevoli del fatto che la trazione integrale e il PSM (Porsche Stability Management) vi aiuteranno a riparare agli errori.

Dopo il pranzo a Porto Epedocle ci fermiamo alla Valle dei Templi: un luogo mistico e meraviglioso, ma che ci costa più di un’ora di ritardo sulla tabella di marcia. Nonostante questo, tornando verso l’Hotel trovo il tempo per fermarmi sul lungo mare di Palermo, dove finalmente riesco ad addentare il famigerato panino con la milza. Con due euro potete accaparrarvi questo grasso e sfizioso snack dal sapore ferroso e dalla consistenza viscida. Delizioso.

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La Turbo S in due giorni ha percorso circa 800 km affrontando traffico, strade butterate e pioggia senza battere ciglio; tenendo ritmi incredibili nelle strade piene di curve, ma risultando allo stesso tempo (relativamente) discreta davanti al paninaro addetto alle milze.

Domenica, purtroppo, ci tocca lasciare le nostre auto al parcheggio; ma non è ancora tempo di tornare a casa. L’ultima tappa del nostro viaggio è Floriopoli, dove si trova la partenza delle vetture storiche della Targa. Odore di benzina, rumore assordante e centinaia di persone radunate ad ammirare questi pezzi di storia a quattro ruote.

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Ho la pelle d’oca per svariati minuti, ma c’è di più: mi dicono che c’è l’opportunità di fare un giro come passeggero a fianco di Günther Steckkönig su una Porsche 356 B 2000 GS-GT. Herr Steckkönig avrà più di settant’anni, ma la sua voglia di spingere non è calata per niente. Partire a manetta con un motore euro zero che urla e tutta la gente che tifa e scatta fotografie è un’esperienza surreale. Erano matti a correre con auto del genere su queste strade, una follia che solo piloti temerari e senza qualche venerdì potevano compiere.

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Ecco, la Targa è una meraviglia del motorsport, proprio come il Pikes Peak e il Tourist Trophy, con il plus di una storia centennale, cibo fantastico, persone calorose e paesaggi stupendi.

Sono onorato di averla potuta vedere così da vicino. La 911 Turbo S è un’arrestabile macinatrice di chilometri e missile terra-terra all’occorrenza. È stata la compagna ideale di un’avventura unica, fatta di automobili, paesaggi incredibili e cibi grassi e sospetti; ma più di tutto, un’avventura tra amici.

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8 Mar | 2016
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Porsche 911 R, come far contenti tutti

Provo simpatia per i porschisti, lo ammetto. Dopo l’ultima 911 GT3 RS – quella incolpata di aver mandato in pensione il cambio manuale – sono convinto che una folla di cinquecentomila seguaci di Porsche ha cominciato a mandare lettere bomba alla sede di Stoccarda. Ed ecco che compare magicamente al Salone di Ginevra la nuova Porsche 911 R, una GT3 RS più leggera, senza orpelli tamarri da macchina da corsa e con il cambio manuale. Geniale.

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