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24 Mar | 2017
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Popolo di tifosi

Non ci avevo fatto tanto caso ma, tolti alcuni (non tantissimi) colleghi, non ho molto amici appassionati di auto. E con passione, intendo quella che non ti fa dormire la notte, quella che ti fa sognare. Quella vera. Tanti dei miei amici sono interessati, curiosi, ma nessuno si mette a sbavare dietro alla nuova Mégane RS o Toyota GT86 di turno. Piuttosto preferiscono la Golf. Diesel.

E anche i ragazzini li vedo sempre meno interessati. Forse la causa è da imputare ai motorini TREMENDI e poco propensi alle elaborazioni che vendono oggi. Mica come il Booster, lo Zip e il C.R.E. dei miei tempi (che non sono poi così lontani). La mia passione per i motorini e per le impennate è maturata e traslata in quella delle auto e così per tanti ragazzi della mia generazione e di quelle prima ancora. Poi però osservo gli inglesi, di ogni età, e capisco che sono loro il vero popolo appassionato di motori. Sono ferrati, sono sul pezzo. Sono malati di motori. Lo si percepisce festival of Speed di Goodwood, quando vedi le vecchiette in carrozzina gasate per la Porsche 917 che sfreccia su per la collina. Lo vedi nelle loro videoprove, lo leggi nei loro articoli. Glielo si legge negli occhi.

Lo dico a malincuore, ma noi italiani siamo più un popolo di tifosi che di appassionati. Ci piace l’auto col cerchio grosso, sì la sportiva, ma perché è status symbol, e la Ferrari ma solo quando vince. Tifiamo per l’Alfa perché “con la Giulia ha fatto il culo alle tedesche al ‘Ring” e la FIAT perché “Marchionne sta spaccando”. Oppure no, difendiamo le tedesche a priori (questi si chiamano nel gergo del web “Waggari”) perché…Così, ci piace tifare.

Per rimediare a tutto ciò c’è una soluzione. Comprate motorini elaborati ai vostri figli e bevete the al posto del caffè, vivremo in un mondo migliore.

26 Jan | 2017
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La scelta giusta?

Ormai è abbastanza chiara l’intenzione di uccidere i diesel, almeno sulle vetture medio-piccole. I motori a gasolio puzzano, inquinano, fanno carte false per passare le omologazioni e sono più delicati dei propulsori a benzina. Questi ultimi, invece, sono sempre più piccoli, efficienti, verdi, e spesso hanno tre cilindri e fanno lo stesso rumore del mio frullatore.

Se viaggiassi spesso in autostrada e facessi più di 20.000 km all’anno, ammetto che sceglierei ancora un buon vecchio gasolio. In Italia d’altronde il carburante costa sensibilmente meno e quando si sale con le potenze i motori hanno meno sete, su questo non ci piove.
Ma quando si tratta di percorrere il tragitto casa-ufficio, andare in città a far la spesa e di fare 10.000 km scarsi all’anno, tanto meglio optare per la vecchia profumata benzina.

E ci sono degli ottimi motivi per farlo: una compatta con motore diesel costa di più della corrispettiva versione benzina, intasa il FAP nell’uso cittadino e ci mette MOOLTI km per ammortizzare la differenza di prezzo a suon di soste dal benzinaio.

Senza contare che i motori turbo benzina di oggi consumano davvero poco. In questi giorni stavo guidando una Suzuki S Cross 1.4 turbo benzina 4X4, un’auto che sulla carta dovrebbe consumare come il Titanic. Invece no: in una sfida contro me stesso sono riuscito a fare oltre 200 km tra statali, città e autostrada con una media di 20 km/l, 20.63 per l’esattezza. Ok, guidando in modo umano si fanno i 16 km/l, ma è comunque più di quanto facevo con la Punto 1.2 Fire!

Con questo non dico di lanciare le vostre vetture a gasolio nel fiume e di correre in concessionario a comprare motori termici, ma di pensarci su un attimo prima di fare un acquisto. Basta prendere un foglio, una calcolatrice e fare due conti. Quanto uso l’auto? Dove la uso? Come? Quant’è la differenza di prezzo tra il motore diesel e benzina?

La risposta è davanti a voi, scegliete responsabilmente!

4 Jan | 2017
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Wish list

Ci sono auto che vorrei provare almeno una volta nella vita. Non che io ne guidi poche, ma dato che non sono Chris Harris, mi riesce difficile mettere le mani su auto di un certo tipo.
Il massimo sarebbe avere un circuito libero per tutto il giorno, ma che dico, tutta la settimana, dove provare una dopo l’altra tutte l’auto dei miei sogni. Un circuito come Catalunya, dove farebbe sempre caldo e la sera potrei mangiare Jamon Serrano e bere sangria.

Ma veniamo alla lista delle auto. Ho sempre sognato di guidare una Ferrari F50, da quando giocavo al videogioco da bar “Final Freeway”, una delle cose più anni ’90 che esistano, dopo la radica sul volante delle auto. La Ferrari F40 ha più fascino, incute più timore, ma non mi ispira così tanto. La F50, invece, con quel V12 aspirato saldato al telaio, mi dà l’idea di essere un gokartone benevolo. Ma partirei con qualcosa di meno potente, qualcosa come una Lancia Stratos. È un’auto dalla forma così strana e dalla proporzioni così “lotussiane” (passatemi il termine) che mi attira tantissimo. In particolare, mi piacerebbe guidare la HF da Rally con livrea Alitalia. Lo so, mi piace sognare.

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Mi sono anche sempre chiesto come sarebbe guidare una Shelby Cobra, ovvero una vettura potentissima, senza un tetto a ripararvi la testa, senza freni e con un pessimo telaio. Dev’essere un’esperienza terrificante e illuminante allo stesso tempo, un po’ come lottare con un coccodrillo sott’acqua.

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Nella mia lista non ci sono auto diesel o fuoristrada, no. Ma c’è la Lexus LFA. Quest’ultima forse è quella più “facile” da provare, basta trovare un coraggioso proprietario e cercare di convincerlo che sono un professionista e che so quello che faccio; senza dirgli che non avrei i soldi per ripararla, nel caso la disegnassi contro un muro. La LFA non è bellissima, ma quel motore 4,8 litri V10 da 10.000 giri mi fa venire i peli dritti. Così come quello della Porsche Carrera GT, altra auto per cui darei un alluce pur di provarla.

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Arrivati a questo punto la mia lista si fa abbastanza ostica. Mi piacerebbe provare una Lancia Delta S4 gruppo B. Troppo spesso mi fermo a guardarla su YouTube nei video “best of Group B”, è così pazzesca e selvaggia che non si può non innamorarsi.

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Rimanendo in tema auto da corsa, mi piacerebbe provare una Porsche 956 Rothmans (auto che quel maledetto Chris Harris ha guidato) e la Viper da corsa del Team Oreca con la livrea rossa con le strisce bianche, quella che guidavo sempre in Gran Turismo.

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L’ultima non potrebbe che essere una Formula Uno, non importa quale, basta che sia dell’era moderna, diciamo dal 2000 in poi. Ecco, la Ferrari F1-2000 di Schumacher e Barrichello non sarebbe male.

Direi che la lista dei desideri potrebbe fermarsi qui. Mi sono anche trattenuto parecchio, ma penso che già così sarebbe una bella giornata di guida.
E voi, cosa mettereste nella vostra lista?

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27 Dec | 2016
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Il meglio del 2016

Il 2016 sta finendo e il panettone che ho mangiato si sta molto velocemente trasformando in grasso. Tra un trigliceride e l’altro, però, ogni Natale mi fermo a pensare, ad assaporare i ricordi dei mesi passati che velocemente scivolano via dietro le mie spalle. Questo è stato un anno incredibile per me: ho viaggiato molto, conosciuto tante persone interessanti e, soprattutto, ho guidato tanto. Sono riuscito a coronare anche un sogno che tenevo nel cassetto fin da ragazzino, quello di correre a Imola. Non mi sembra ancora vero.

Tolte le corse, l’esperienza più bella dell’anno ha a che fare con la Targa Florio. Scorrazzare con delle Porsche liberamente in compagnia di colleghi, ma soprattutto amici, è stato fantastico. Le strade da prova speciale, le persone che ci incitavano a dare gas e ci regalavano dolci, le auto… Ogni sorta di Ferrari, Porsche, Alfa Romeo, e chi più ne ha ne metta, ha percorso con noi le stupende strade della Sicilia. Ricordo ancora il primo di tratto di strada “libero” a bordo della Turbo S, con le orbite, mie e del mio amico Marco, spalancate per l’andatura di quel siluro a quattro ruote. I “tondi” davanti alla casa di Pirandello, il sigaro a Corleone, i cannoli siciliani al mattino, oppure il panino con la milza (da me tanto bramato) in periferia di Palermo, in compagnia di quattro auto da centinaia di migliaia di euro: tutti ricordi vividi e bellissimi. Con una Sicilia, più calda che tiepida, a farci da sfondo. Il miglior scenario possibile.

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La 20quattro Ore delle Alpi è stata un’altra avventura mica da ridere. Una maratona alpina di 24 ore con 4 Audi A4, in 4 turni, con 4 equipaggi…Insomma, avete capito. Il mio turno, quello che andava dalle 11 di sera alle 6,30 del mattino, è stato un vero tour de force. Non che gli altri turni non lo fossero, ma correre di notte (no stop) su 5 passi di montagna con neve e ghiaccio richiede più concentrazione. In compagnia di un termos di caffè, di una banana, di una RedBull e di un fantastico navigatore (grande Angelo) alla fine  è andato tutto liscio; un mix di traversi, lunghe tirate e brevi momenti di relativo relax. Ecco, il trauma del giorno dopo sull’elicottero, con vuoti d’aria, nuvole e montagne vicine-vicine, l’avrei evitato volentieri. Ma lo sto ancora raccontando, quindi mi sta bene.

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Un altro bel ricordo di quest’anno riguarda Budapest, più precisamente la prova della BMW M2, nientemeno che all’Hungaroring. Ottima la macchina, avvincente il circuito, ma la città e la compagnia erano ancora meglio. Il giro in barca con i colleghi, poi, è stato esilarante. Il capitano (o come diavolo si chiama quello che guidava la nostra barca-motoscafo) era un ungherese con probabili anfetamine in circolo, di conseguenza cercava di fare colpo su di noi facendo i peli ai piloni che sorreggono i ponti sul Danubio. E tutto ciò con la manetta dell’acceleratore incastrata al massimo. Non contenti, dopo cena siamo anche usciti a a bere qualcosa per la città, ma in questo caso è meglio tenere il silenzio stampa.

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Ne avrei tante altre da raccontare, ma ne racconto ancora una sola: Honda NSX all’Estoril, l’ultima (mia) presentazione stampa prima delle vacanze estive. Che pista incredibile, l’Estoril: sale, scende, si stringe e si allunga. Circondata dalla sabbia e scaldata dal sole portoghese di luglio. E che macchina, signori miei. La nuova NSX non avrà il fascino della vecchia, ma tra i cordoli fa miracoli. Quel torque vectoring incolla il muso alla corda e nasconde i kg in eccesso con una strafottente efficacia. Insomma, è un’auto veloce, ma anche elettrizzante, che poi è quello che conta. E i giri in pista, per fortuna, sono stati tanti. Un dettaglio per niente scontato, quando si tratta di provare questo genere di auto.

Ora è meglio smaltire il panettone per il 2017.

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12 Dec | 2016
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Buone e cattive auto

Secondo me dovremmo imparare dagli inglesi. No, non penso che sia bene lasciare l’Europa, sto parlando del modo di esprimere il proprio pensiero. “I think,”,”in my opinion”, sono modi eleganti e garbati per dire: “secondo me è così”. Qui da noi, invece, tendiamo a dire la nostra come se fosse l’unica verità assoluta e inopinabile.

Anche il bisogno di schierarsi per partito preso proprio non lo capisco. Succede
con i sistemi operativi dei telefoni, con i frigoriferi, naturalmente con la politica, e infine anche con le auto.
Non dico che non bisogna prendere una posizione nella vita, tutt’altro, ma nemmeno tifare Android come se fosse la tua squadra del cuore. In politica esistono buone e cattive idee, da entrambe le parti, e così esistono buone e cattive auto, di ogni marchio.

Trovo divertente osservare Vaggari e Alfisti (così si chiamano le due fazioni nemiche più numerose) scannarsi su Facebook con immagini divertenti, se va bene, con insulti di bassa creatività se va male. Per fortuna gran parte delle immagini sono ironiche e creative, ma state attenti, c’è gente che ci crede davvero. Ho visto i proprietari di una Golf e di una Alfa 147 insultare le rispettive madri con una cattiveria che manco Tyson dei tempi d’oro. Conversazioni lunghe settimane dove si discute quale auto ha più sottosterzo o quale mangia più olio. Teorici di complotti e di sabotaggi che fanno sembrare CIA e KGB fruttivendoli.

Cari signori, perché tanta ostilità? Le auto sono dei begli aggeggi, qualcuna è venuta bene e qualcuna un po’ meno. Non tutte le Ferrari sono oggetti perfetti, al mondo esistono tanti brand perché esistono gusti, persone ed esigenze differenti.

Un’Alfa non è migliore di un Audi, è diversa. Sul perché e per come ci si può discutere, ma quando si sceglie un auto, lo si fa per gusto personale, su questo non si discute. Ogni vettura ha i suoi pregi e difetti e ogni Costruttore ha prodotto modelli più o meno validi.

Secondo me.