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27 Dec | 2016
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Il meglio del 2016

Il 2016 sta finendo e il panettone che ho mangiato si sta molto velocemente trasformando in grasso. Tra un trigliceride e l’altro, però, ogni Natale mi fermo a pensare, ad assaporare i ricordi dei mesi passati che velocemente scivolano via dietro le mie spalle. Questo è stato un anno incredibile per me: ho viaggiato molto, conosciuto tante persone interessanti e, soprattutto, ho guidato tanto. Sono riuscito a coronare anche un sogno che tenevo nel cassetto fin da ragazzino, quello di correre a Imola. Non mi sembra ancora vero.

Tolte le corse, l’esperienza più bella dell’anno ha a che fare con la Targa Florio. Scorrazzare con delle Porsche liberamente in compagnia di colleghi, ma soprattutto amici, è stato fantastico. Le strade da prova speciale, le persone che ci incitavano a dare gas e ci regalavano dolci, le auto… Ogni sorta di Ferrari, Porsche, Alfa Romeo, e chi più ne ha ne metta, ha percorso con noi le stupende strade della Sicilia. Ricordo ancora il primo di tratto di strada “libero” a bordo della Turbo S, con le orbite, mie e del mio amico Marco, spalancate per l’andatura di quel siluro a quattro ruote. I “tondi” davanti alla casa di Pirandello, il sigaro a Corleone, i cannoli siciliani al mattino, oppure il panino con la milza (da me tanto bramato) in periferia di Palermo, in compagnia di quattro auto da centinaia di migliaia di euro: tutti ricordi vividi e bellissimi. Con una Sicilia, più calda che tiepida, a farci da sfondo. Il miglior scenario possibile.

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La 20quattro Ore delle Alpi è stata un’altra avventura mica da ridere. Una maratona alpina di 24 ore con 4 Audi A4, in 4 turni, con 4 equipaggi…Insomma, avete capito. Il mio turno, quello che andava dalle 11 di sera alle 6,30 del mattino, è stato un vero tour de force. Non che gli altri turni non lo fossero, ma correre di notte (no stop) su 5 passi di montagna con neve e ghiaccio richiede più concentrazione. In compagnia di un termos di caffè, di una banana, di una RedBull e di un fantastico navigatore (grande Angelo) alla fine  è andato tutto liscio; un mix di traversi, lunghe tirate e brevi momenti di relativo relax. Ecco, il trauma del giorno dopo sull’elicottero, con vuoti d’aria, nuvole e montagne vicine-vicine, l’avrei evitato volentieri. Ma lo sto ancora raccontando, quindi mi sta bene.

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Un altro bel ricordo di quest’anno riguarda Budapest, più precisamente la prova della BMW M2, nientemeno che all’Hungaroring. Ottima la macchina, avvincente il circuito, ma la città e la compagnia erano ancora meglio. Il giro in barca con i colleghi, poi, è stato esilarante. Il capitano (o come diavolo si chiama quello che guidava la nostra barca-motoscafo) era un ungherese con probabili anfetamine in circolo, di conseguenza cercava di fare colpo su di noi facendo i peli ai piloni che sorreggono i ponti sul Danubio. E tutto ciò con la manetta dell’acceleratore incastrata al massimo. Non contenti, dopo cena siamo anche usciti a a bere qualcosa per la città, ma in questo caso è meglio tenere il silenzio stampa.

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Ne avrei tante altre da raccontare, ma ne racconto ancora una sola: Honda NSX all’Estoril, l’ultima (mia) presentazione stampa prima delle vacanze estive. Che pista incredibile, l’Estoril: sale, scende, si stringe e si allunga. Circondata dalla sabbia e scaldata dal sole portoghese di luglio. E che macchina, signori miei. La nuova NSX non avrà il fascino della vecchia, ma tra i cordoli fa miracoli. Quel torque vectoring incolla il muso alla corda e nasconde i kg in eccesso con una strafottente efficacia. Insomma, è un’auto veloce, ma anche elettrizzante, che poi è quello che conta. E i giri in pista, per fortuna, sono stati tanti. Un dettaglio per niente scontato, quando si tratta di provare questo genere di auto.

Ora è meglio smaltire il panettone per il 2017.

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12 Jun | 2016
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Seat Ibiza Cup Misano, il resoconto di gara uno e gara due

Il secondo giorno del nostro weekend di gara a Misano è decisamente in discesa. Dopo le libere saltate a causa del cambio rotto la mia frustrazione è aumentata parecchio, non facendomi dormire proprio tranquillo. La buona notizia è che il cambio difettoso è stato smontato e sostituito con uno completamente nuovo, quella brutta è che alle 17,30 abbiamo le qualifiche senza aver provato pista e macchina. Quaranta minuti, ovvero sei giri per il mio compagno e nove per me, non molti, ma almeno ci hanno permesso di farci un’idea dell’auto. Purtroppo non sono abbastanza per fare un tempone e quindi oggi ci tocca partire dietro, ma non lontani dal gruppo.

Gara uno è alle 22,30 di sera, con il Circuito di Misano illuminato (più o meno) a giorno. È uno spettacolo correre di notte: prima di tutto fa più fresco (con la tuta di giorno sembra di stare in Africa), e poi il mix di curve buie e tratti illuminati rende il tutto più emozionante. Andrea parte per primo cercando di passare indenne la partenza lanciata. La gara è di 48 minuti più un giro con cambio pilota obbligatorio tra il diciottesimo e il ventitreesimo minuto di gara.

Andre tiene un buon passo e migliora di molto il suo tempo della mattina, guadagnando qualche posizione per poi passare la staffa a me. Finiamo quattordicesimi, ma i nostri tempi sono gli stessi del gruppo centrale. Contando che abbiamo provato il tutto solo qualche ora prima siamo molto soddisfatti.

Due birre, un giro nella Cattolica by night e andiamo a dormire.

La mattina mi ammazzo di brioches e mi preparo psicologicamente. Oggi mi tocca la partenza di gara due, intanto comincia a piovere. Faccio una pennichella pomeridiana e al mio risveglio per fortuna splende il sol.

La partenza va bene e riesco a guadagnare qualche posizione arrivando a metà classifica, in decima posizione. Purtroppo la mia stanchezza e la mia pseudo cecità non mi fanno vedere il cartello del rientro del cambio pilota e mi becco un penalità di ben tre minuti. Andrea nonostante un problema al freno e le gomme finite riesce a tenere la posizione e porta l’auto al traguardo. Eravamo decimi, ma la penalità aihmé ci rilega in quattordicesima posizione. Mi mangio le mani e mi chiedo come diavolo ho fatto a non vedere quel cartello, ma allo stesso tempo sono molto soddisfatto.

Nonostante abbiamo provato pista e macchia solo ieri mattina siamo riusciti a stare nel mezzo, segnando un miglior tempo di 1,8 secondi più lento del record in gara. Abbiamo battagliato e sorpassato, senza mai fare errori grossi, dritti o cappellate.

Insomma, un finale dolce e amaro. A breve il resoconto del nostro incredibile weekend, con tutti i retroscena, le piadine e il video diario. E naturalmente, la prova della nostra verdissima Seat Ibiza!