26 Aug | 2016
15960772683_ab709313c4_h

Auto senza senso?

Che senso ha spendere spendere qualcosa come 2,5 milioni di euro per un’auto? Sfortunatamente, non ho nemmeno la possibilità di pormi il problema, ma chi acquista una McLaren P1 GTR, beh, ce l’ha.

Cos’ha una normale, economica, UMILE McLaren P1 che non va? Perché mai uno dovrebbe spendere il doppio per una versione che, in Italia per lo meno, non potrà mai circolare su strada? Credo che l’unica risposta sia: perché è fantastica.

La linea della P1 non è stata stravolta, ma basta sbirciare il posteriore per notare un alettone titanico e uno squarcio tra i fari che mostra le viscere meccaniche di una macchina da gara: quello che serve a rendere una Lamborghini Aventador SV una lavatrice scontata all’Euronics.

Continua a leggere

22 Aug | 2016
McLaren_P1_Nurburgring_01

Il tempo sul giro

Una volta si dava molta più importanza ai dati. Lo 0 -100 km/h era un metro importantissimo per una sportiva, un dato da sfoggiare con gli amici per dire che “la mia è macchinina è più veloce della tua”. Ma vorrei vedere, a conti fatti, quanti riuscirebbero a staccare quel tempo cin una Ferrari 575 Maranello, senza launch control e ammennicoli vari. Anche la velocità era importante. Da ragazzino guardavo con ammirazione la Lamborghini Diablo, l’auto – allora – più veloce del mondo con 325 km/h di punta.

Oggi non si da più tanta importanza a queste cose, per fortuna.

Comprare una Golf R perché è più veloce di una Civic Type R nello 0 a 100 km/h è stupido quanto mangiare una fetta di torta perché ha 20 Kcal in meno di un piatto di carbonara. Tanto vale fare una scelta di gusto e abbandonarsi ai grassi.

Oggi il diavolo con cui si devono fare i conti si chiama cronometro e la sua casa è nientemeno che l’inferno verde.

Il Nürburgring è da decenni il banco di prova preferito dalle Case per testare le proprie auto, ma è anche il palcoscenico migliore per mostrare quanto è veloce la loro ultima creazione.

Essere più veloci al ‘Ring è un merito importante? Sicuramente. È un elemento decisivo per giudicare un’auto? Ho grossi dubbi.

A giudicare dai forum, però, sembra che il tempo sul giro sia importante per gli appassionati quanto lo è un acero di 20 metri per un una famiglia di castori.

A parte che l’auto più veloce non è necessariamente quella migliore (abbiamo visto spesso il contrario), ma soprattutto bisogna considerare che i rilievi cronometrici sono fatti con gomme diverse, piloti diversi e temperature diverse. E questo non vale solo per il circuito tedesco, ma per ogni altra pista del mondo.

Quello che posso fare è aspettare che questa moda dell’attacco al tempo passi, ma temo che i dati in qualche modo saranno sempre oggetto motivo di futili litigi e motivo di vanto per le Case.

Nel frattempo si avvicina l’era in cui si discute dei tempi di ricarica delle batterie. Brrr…

26 Jul | 2016
caterham-620r_frontaction_0

La seconda auto

Quella della seconda auto non è una brutta idea. Per tutti i giorni si può utilizzare una comoda berlina diesel per macinare chilometri, con stereo da 3000 Watt, climatizzatore e cruise control (i pilastri dell’automobilismo moderno), e tenersi di scorta una sportiva per il weekend. I vantaggi sono molteplici, ma quello più grande è che non si è costretti a scendere a compromessi. Una Golf GTi può essere una vettura completa, veloce quanto basta e comoda a sufficienza, ma consuma troppo per fare 30.000 km all’anno e in pista ne uscirebbe un po’ frustrata.

C’è chi compra un kart per sfogarsi in pista il fine settimana, ma possedere un kart è come avere una relazione con un top model: per quei 30 minuti è tutto fantastico, poi sono solo problemi. Senza contare che il kart può essere utilizzato solo in pista e che i costi di manutenzione sono peggio di quelli di una Ferrari.

Allora, qual’è la seconda macchina ideale? Naturalmente dipende dai gusti e dal budget. Se siete dei driver tranquilli consiglio una Mazda Mx-5: un’evergreen godibile su strada e divertente in pista, anche se non molto adrenalinica. Una Peugeot 106 Rallye potrebbe essere un bel ferro tra i cordoli e costa anche molto poco, ma se cercate emozioni vere allora la scelta migliore è la Caterham.

Di Seven c’è n’è per tutti i gusti, con potenze che partono dal “che bello” e arrivano fino al “ma stiamo scherzando?”. Io ho guidato una versione 1.6 da 120 CV, sufficiente per divertirsi in pista e più che abbastanza per rabbrividire su strada. Quando ci sono 500 kg da portarsi a spasso, un cambio manuale fisico e secco e uno sterzo collegato al vostro pensiero, la potenza diventa secondaria. Traversi, non traversi, guida al limite o passeggio, non importa: il sigaro metallico made in UK è guida pura, ed è la cosa che più si allontana dalla vostra comoda berlina diesel di tutti i giorni. Fatta eccezione per la Radical, quella si allontana di più. Quella allontana qualsiasi cosa.

E voi quale seconda auto vorreste?

19 Jul | 2016
peugeot-208-gti-07-dm-700pxb

Per tutti i giorni

Mettiamo da parte le auto sportive, quelle da sogno e quelle improbabili. Per la maggior parte di noi, l’auto serve per spostarsi, e non tutti possono spostarsi con una Bugatti Veyron.

Cosa cerco dunque in un’auto non sportiva? Prima dote: bassi costi di manutenzione e di percorrenza. Visto il mio chilometraggio, vorrei un’auto che in autostrada fa i 20/km con litro (finalmente esistono), di una potenza che va dai 110 ai 180 CV (conteniamo il bollo) e con uno stereo in grado di spaventare le talpe del mio giardino. Sono molto perfettino quando si tratta di impianto audio, lo ammetto, ma dato l’unico modo che conosco per ammazzare i lunghi tragitti è cercare di diventare sordo, non posso fare a meno di desiderare 18 casse con un mega woofer.

La mia auto da tutti i giorni deve avere anche una seduta bassa, visto che mi piace toccare il pavimento. Non sono certo alto come Micheal Jordan, eppure sono poche le stramaledette auto con cui non sbatto il mio ginocchio destro contro il piantone dello sterzo. Mi viene il nervoso solo a pensarci.

Fondamentali sono anche cambio e sterzo. Se lo sterzo in città è pesante, a meno che non sia seduto su una Huracan, mi viene il prurito. Se il cambio si impunta ed è gommoso, poi, comincio a urlare come la tipa di Psycho sotto la doccia.

Un cambio corto e morbido e uno sterzo omogeneo e leggero mi rilassano quanto bere champagne nell’idromassaggio. La linea dev’essere piacevole, ma ad essere sincero ormai è difficile trovare auto brutte, la tendenza ora sembra essere quella delle auto anonime, molto più efficace dal punto di vista delle vendite.

E infine arriviamo ai dettagli, le cose davvero importanti. Sono un maniaco della toccacciatura, e quindi l’abitacolo dev’essere bello da palpeggiare. Deve avere una presa USB di serie (capito Audi?) e può benissimo non avere il bracciolo, l’ho sempre odiato. Il navigatore dev’essere assolutamente presente. Lo sconsiglio vivamente a chi fa tutti i giorni il tragitto casa-ufficio, ma dato che giro spesso posti diversi, mi fa moolto comodo non dover utilizzare il mio moribondo iPhone come navi.

Cosa rimane ancora? A questo punto credo di potermi ritenere soddisfatto, se poi l’auto non esplode dopo duemila chilometri sarebbe cosa gradita, ma non voglio mettermi a parlare di affidabilità, dato che è una questione più delicata della trama Game of Thrones; una trama decisamente complicata e colma di teste mozzate.

14 Jul | 2016
fff

Le curve giuste

Mi sono accorto che tra le auto dei miei sogni la bellezza non viene mai presa in considerazione come primo motivo di (ipotetico) acquisto. Adoro la Lotus Exige, ad esempio, e la trovo certamente bella, ma la bellezza in questo caso è grasso che cola, perché quello che amo di lei è il come si guida. Stessa cosa vale per la Cayman GT4, mezzo – a parer mio – leggermente sgraziato, ma fascinosissimo.

Ad ogni modo, ho fatto una bella lista delle auto che acquisterei solo per la loro linea. La Lamborghini Murcielago è una di queste: è forse una delle lambo più larghe, basse e minacciose di tutti i tempi. Una linea pulita, proporzioni esagerate e due scarichi che sembrano due mortai pronti a sparare. Non sarà agile come una scarpetta da ginnastica, ma la desidero follemente.

La Lotus Elise MK1 non è solo bella da vedere, lo è anche da guidare. Certo, le finiture sono “mmm” e gli interni sono “azzz”, ma è un’auto bella nel suo essere racing e spartana. Credo. Ad ogni modo, lei è la comprerei per il look, perché le nuove generazioni sono meglio in tutto, ma andiamo avanti.

L’ultima Ferrari è sempre la migliore, quasi vero. Ma se il mio cervello e la mia voglio di smanettare sono d’accordo, il mio cuore è rimasto ancora alla 550 Maranello. Lunga, morbida, elegante: una vera GT; e per i miei gusti, una delle auto più belle di sempre.

Dunque, cosa manca? La Pagani Zonda, che domanda… Sarei un folle a dire che la comprerei solo per la sua estetica, e infatti non lo dico. La Zonda è meravigliosa in ogni suo elemento, ma è soprattutto una gioia per gli occhi. Un po’ batmobile un po’ UFO, la creatura di Horacio trova l’apice dell’eleganza nella C12 S, la più semplice e speciale tra le Zonda.

Non poteva mancare lei, un’auto quasi banale tanto è scontata (per noi) la sua bellezza. La Porsche Carrera 911 è un’auto splendida, lo è sempre stata. Adesso mi direte che la 993 è la più bella, è la migliore etc etc. Potrà anche essere vero, ma secondo me la generazione 991 è la più bella di sempre. Nessun’auto riesce a coniugare sportività, classe ed eleganza nelle linee meglio della Carrera. Le mie curve preferite sono le sue!