9 Feb | 2015
jrgulinelli
SnowBike

“Sno Bike”: due passioni in una…

Bicicletta e sci, due passioni incompatibili? No, macché! Almeno c’è chi ci sta provando ad unire l’amore per la montagna, d’inverno, e l’adrenalina che solo i pedali sanno dare… Per il momento si tratta di un prototipo virtuale, ancora senza una sua realizzazione nella vita reale ma, a vederlo così, fa venire veramente voglia di provarlo, almeno a me tantissima! Già lo scorso anno avevo visto una diavoleria del genere, ma si trattava di uno sci anteriore e un’apposita ruota posteriore che sostituivano le tradizionali ruote della bici andandosi ad incastrare nelle due forcelle, cioè tu andavi con la tua bici sulle piste da sci e la trasformavi in una sorta di slittino… ma questa qui è una bicicletta pensata appositamente per pedalare nella neve. Si chiama “Sno Bike” ed è stata pensata e disegnata da Venn. L’idea si spiega da sola: ruota anteriore sostituita da uno sci e due ruote posteriori gemelle cingolate che aumentano la superficie di contatto sulla neve e permettono di dare trazione alle ruote pedalando. La curiosa forma a “Z” del telaio, unita alla originale sospensione anteriore fanno davvero un bell’effetto!

 

 

27 Jan | 2015
jrgulinelli

“La Bicicletta di Bartali”


Il bene si fa ma non si dice”… Una frase che riassume l’essenza luminosa di un uomo, la sua umiltà e soprattutto la purezza delle sue buone intenzioni, una frase che mostra il vero lato di un Campione, perché “ci sono medaglie che si attaccano al petto e altre che si attaccano all’anima”.

Probabilmente il bene che aveva nel cuore era ciò che lo rendeva felice davvero, a posto con la sua coscienza e soddisfatto come uomo. I tre Giri di Italia e i due Tour de France vinti devono essere stati per Gino Bartali delle piccole imprese a confronto di quegli “allenamenti occulti” (oltre 300 km pedalando per l’Italia) che compiva discretamente, solo con se stesso, trasportando nei tubi della sua bicicletta qualcosa che avrebbero salvato la vita di innocenti: documenti falsificati destinati a nascondere l’identità di alcuni ebrei perseguitati.

Una storia vera, rimasta nascosta nella sua sincera discrezione, nella sua voglia di fare il bene solo per farlo (l’unico a conoscere la vera identità del campione ciclista era suo figlio). Insomma, un esempio di vita prima ancora che di sportività. In quel periodo della grande guerra non si correva per competizione (le corse ciclistiche ovviamente erano interrotte) ma le pedalate di Bartali spinte da un cuore nobile non si sarebbero mai arrestate e per questo, probabilmente, rimangono nella storia come le pedalate più belle.

Non ho ancora letto “La Bicicletta di Bartali”, che esce oggi 27 gennaio (giornata della Memoria), ma presto lo farò perché credo che raccontare un momento così tragico dell’umanità attraverso la storia eroica di un Uomo Buono sia il modo migliore per dare un senso alla storia di un grande male.

Altri libri per approfondire le imprese di Bartali:

“La Strada del Coraggio. Gino Bartali eroe silenzioso”

“Quanta strada ha fatto Bartali”

“La corsa Giusta”

13 Jan | 2015
jrgulinelli
Chris Vandine bikes for "Chasing the Incas" in Peru on 6 May 2014.

Sulle tracce del “popolo del Sole”

Amanti della natura, dei viaggi, dell’avventura e, soprattutto, dei pedali? Se sì, AVVISO: questo racconto potrebbe suscitare pericolose invidie, idee malsane e voglia di mollare tutto per seguire un sogno…

Si, perché c’è chi i propri sogni ha il coraggio di seguirli fino in fondo lasciandosi indietro oltre alle cose quotidiane anche la paura. Primo passo, direi, per scoprire nuovi orizzonti e iniziare un’avventura.

Darren Berrecloth, uno dei protagonisti di questa storia, dice che, quando si intraprende un’impresa come la sua, bisogna prima di tutto aspettarsi che tutto possa andare storto, allora inizia l’avventura. WOW!

Nell’estate del 2014, insieme ai due compagni Garrett Buehler e Chris Van Dine, hanno preso le loro biciclette montain bike e hanno iniziato una missione alla ricerca di un cammino tanto misterioso quanto affascinante attraverso le Ande peruviane.

L’obiettivo: scoprire un’antica rovina Inca perduta. Alla ricerca del “popolo del Sole”, una delle civiltà più misteriose e magiche mai conosciute, attraverso un percorso inesplorato e mai solcato da nessuno in bicicletta o con qualsiasi altro mezzo di trasporto…

Il cammino, tra l’altro, è probabilmente lo stesso percorso secoli fa da Manco Inca, l’imperatore in fuga poi schiacciato dalle conquiste coloniali spagnole.

12.000 km percorsi pedalando e camminando, attraverso valli perdute, cime elevate – con tutti i problemi fisici causati dall’altitudine – e conoscendo popoli e culture molto lontani, quasi di un “altro mondo”. La bicicletta, in questo caso, passa in secondo piano… o meglio, è la compagna di viaggio perfetta!

Il tutto ovviamente è stato documentato e l’esperienza è servita a produrre un documentario mozzafiato, patrocinato da RedBull, e intitolato Chasing the Inca.

 

23 Dec | 2014
jrgulinelli
Parmi

Il Triatleta Spaziale

Extra-terrestri”, è questo uno degli appellativi più comuni che ho sentito dare agli “Iron men” del Triathlon. C’è n’è uno che, quando ho scoperto far parte dell’Élite di questo sport meraviglioso, mi ha fatto fare un sorriso di quelli a 32 denti: Luca Parmitano. Il suo nome mi diceva qualcosa, ho guardato un attimo all’insù pensieroso mentre leggevo la sua intervista e ho detto “ma sì, Parmitano l’Astronauta!”. Lui nello spazio c’è andato davvero.

Non c’è niente da fare, quando nella vita di un umo (o di una donna) il limite è un traguardo irrinunciabile da oltrepassare, le prove o missioni che ci si autoimpone non sono mai abbastanza. Una dopo l’altra cadono sotto la forza di volontà dell’uomo e spostano il confine delle sue possibilità ogni volta un po’ più in la.

Chissà, il maggiore dell’aeronautica dopo aver valicato i confini terrestri ed essersi spinto nell’ignoto dello spazio, si sarà chiesto “e ora? Vediamo un po’, qui in terra, dove posso confrontarmi con i miei limiti?” La sua scelta è ricaduta sulla prova massima del triathlon quella che trasforma chi la fa, appunto, in un Iron Man: 3,8 km a nuoto, 180 km in bicicletta e per finire una maratona podistica (42 km).

Continua a leggere

17 Dec | 2014
francescoirace
BianchiTeamLottoNLJumbo1

Bianchi Oltre XR.2 del Team LottoNL-Jumbo

Bianchi si prepara alla stagione 2015 svelando ufficialmente il modello Oltre XR.2 del Team LottoNL-Jumbo.

Ultimissima evoluzione del telaio racing estremo in carbonio Oltre, la nuova Oltre XR.2 in dotazione al team WorldTour olandese è interamente celeste, celebrando così il colore-simbolo di Bianchi nell’anno del 130° anniversario dell’azienda.

 

Com’è fatta

La Oltre XR.2 garantisce un’accelerazione rapida, la massima trasmissione di potenza e un’eccellente maneggevolezza, grazie al telaio extrarigido e all’esclusiva geometria Bianchi già testata con successo in gara. Il telaio fornisce una triplice performance, esprimendo la miglior combinazione di leggerezza, rigidità e aerodinamica.

Continua a leggere