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12 Sep | 2016
francescoirace

MotoGP 2016, Misano: il commento #in1minuto

_gp_7963-2-gallery_full_top_lgSentire l’inno spagnolo risuonare in una Misano quasi tutta “gialla” non è di per sé una gran bella cosa. Ma se le note accompagnano la premiazione di un certo Daniel Pedrosa, allora la “musica” cambia. Rivedere lo spagnolo n.26 lassù fa piacere a qualsiasi appassionato della MotoGP: dai tifosi di Valentino a quelli di Lorenzo, passando per quelli di Marquez, Stoner e Biaggi (giusto per rendere l’idea). Pedrosa piace perché è un gran campione in pista e fuori. Non litiga, non critica, va d’accordo con tutti e se sbaglia chiede scusa. È uno di quelli “testa bassa e pedalare”, come direbbe Antonio Conte. E piace per questo. Per la sua autenticità, per la sua umiltà. E poco importa se non brilla con costanza: è sempre lì, silenziosamente presente e pronto a stravolgere i pronostici del sabato, ricordando a tutti che il talento non gli è mai mancato.

Talento che continua a mostrare dall’alto dei suoi 37 anni anche Valentino Rossi, che sperava di vincere davanti al suo pubblico. Sembrava la sua giornata, la gara perfetta, il ritmo giusto, ma poi è sbucato Dani. “Proprio oggi doveva fare il fenomeno Pedrosa, non poteva farlo la settimana prossima?”, ha poi scherzato Valentino. Che alla fine, tutto sommato, l’ha presa bene: è riuscito a recuperare qualche punto (per quanto può contare…) su un Marquez un po’ anonimo e si è goduto, come se avesse vinto, il caloroso tifo della “marea gialla”. Jorge Lorenzo, invece, a Misano ha ritrovato la forma di sempre, sia in pista che fuori.

4 Apr | 2016
francescoirace

MotoGP 2016, Argentna: le pagelle

Non è stato un GP facile quello che la MotoGP 2016 ha corso in Argentina ieri.

Le condizioni variabili del meteo e, soprattutto, il caos Michelin dopo quanto accaduto a Redding (gomma andata in frantumi improvvisamente), hanno condizionato sicuramente l’esito della gara.

Tutti i piloti però hanno fatto il proprio lavoro, scendendo in pista e dando il massimo. C’è chi l’ha fatto bene e chi male. Andiamo a vedere chi è stato il migliore e chi il peggiore.

Andrea Dovizioso 10

Non ha vinto e non è salito sul podio, non per colpa sua ovviamente. Ma per me merita comunque il massimo dei voti.

Stava per finire la gara conquistando un secondo posto importantissimo, ma è stato steso dal suo compagno di squadra a una manciata di metri dal traguardo.

Nessuna reazione scomposta: ha alzato la moto e l’ha spinta “a piedi” fino al traguardo per conquistare qualche punticino.

Poi dritto nei box, nessuna polemica coi giornalisti. Un esempio di sportività straordinario. Un gran pilota e soprattutto un gran professionista.

Marc Marquez 10

È stato il dominatore assoluto del weekend argentino. Dal primo all’ultimo giorno. Ha dato vita anche a uno spettacolo bello da vedere con Rossi nella prima parte di gara, con sorpassi mozzafiato ma sempre puliti e corretti.

L’unico scivolone? Sul podio…

Valentino Rossi 9

È cresciuto giorno dopo giorno, prova dopo prova. Ha raggiunto un ottimo feeling con la moto e lo ha dimostrato facendo una prima parte di gara straordinaria.

Poi il cambio moto gli ha rovinato i piani: la moto era la stessa, ma il feeling con le gomme era cambiato. Ringrazia le Ducati per il podio, che per certi versi avrebbe meritato comunque.

 Jorge Lorenzo 5

Non era il solito Lorenzo, non lo è stato per tutto il fine settimana. Le condizioni non perfette dell’asfalto gli hanno impedito di esprimersi al meglio in gara.

Non aveva feeling. È partito forte, ma dopo poche curve era già settimo. Poi un errore e la caduta.

Bello però il suo atteggiamento dopo gara: si è assunto tutte le responsabilità non scaricandole sulla moto o sulla squadra.

Andrea Iannone 3

La voglia di vincere era probabilmente maggiore del suo grande talento. Ha affrontato la gara con il piglio sbagliato.

In partenza ha quasi steso Pedrosa e ha danneggiato la moto di Marquez. Nella fase centrale ha rischiato qualcosa in un paio di sorpassi con Valentino. E nel finale ha rovinato tutto finendo per terra, trascinando il suo compagno di squadra.

Il podio era ormai lì, ma la sua voglia esasperata di arrivare davanti lo ha portato a commettere un altro enorme errore.

Costato caro a lui, ma soprattutto alla Ducati. La direzione gara lo ha sanzionato: sarà retrocesso di 3 posizioni sullo schieramento nel GP del Texas.

 

 

 

 

20 Mar | 2016
francescoirace

MotoGP 2016, Qatar: dov’è la rivoluzione?

Cambiano gomme ed elettronica, ci si aspetta la tanto annunciata rivoluzione, ma alla fine i valori in pista restano gli stessi.

È questa la riflessione che mi viene da fare a caldo subito dopo il primo round della MotoGP 2016.

In Qatar Jorge Lorenzo è stato il più veloce e il più in forma. Marquez, a dispetto di quanto si diceva fino a qualche settimana fa, ha risolto i problemi con la Honda ed è stato molto competitivo.

Valentino Rossi tutto sommato era lì: probabilmente ha pagato una scelta della gomma (la stessa dura posteriore di Marquez tra l’altro) che non gli ha dato il feeling sperato; “Mi è mancato il guizzo”, ha poi dichiarato nel post-gara.

Ma anche Dovizioso e Iannone (caduto poi a metà gara), come da programma, sono stati velocissimi; anche lo scorso anno finirono sul podio insieme al dottore.

Pedrosa, invece, a Losail non ha mai brillato. Insomma, tutto abbastanza prevedibile. Tutte considerazioni che però non devono suonare come conclusioni. È sempre la prima gara dell’anno…

Cosa mi è piaciuto di questo weekend di gare

Mi è piaciuta la straordinaria performance di Lorenzo, un martello ormai sempre più preciso e spietato.

Sono stato felicissimo di vedere Dovizioso sul secondo gradino del podio: mi piace molto come pilota e apprezzo tanto, ma veramente tanto, la sua umiltà e la sua educata pacatezza. Mi è piaciuta la gara della Moto3, vinta da Niccolò Antonelli.

Cosa non mi è piaciuto di questo weekend di gare

Non mi è piaciuto l’atteggiamento di Jorge Lorenzo: né in occasione del diverbio in pista con Valentino Rossi nel corso delle libere (al di là delle colpe più o meno concrete, poteva reagire diversamente), né quando è arrivato nel parco chiuso dopo la vittoria mimando il gesto tutto da interpretare “bocca cucita”.

Non mi è piaciuto il battibecco in Moto3 nel dopo gara tra Fenati e Bulega. E, soprattutto, dopo quanto accaduto lo scorso anno, mai mi sarei aspettato che la direzione gara potesse riproporre un teatrino imbarazzante (in Moto2).