7 Jan | 2016
francescoirace

Aprilia, che ne sarà di lei?

Nelle ultime ore sono stati diffusi i dati relativi al mercato italiano moto e scooter 2015.

Riassunto: è stato un anno positivo e c’è da essere ottimisti (con prudenza) in vista del 2016 appena iniziato.

Detto questo, sono due le cose che mi hanno fatto riflettere guardando per qualche minuto la classifica delle 100 moto più vendute del 2015.

La prima, meno rilevante, è il successo straordinariamente costante della BMW R 1200 GS (oltre 5.200 unità vendute, Adventure compresa), che è una moto eccellente – siamo tutti d’accordo – ma non certo alla portata di tutti.

Il secondo aspetto è per me più importante e anche più triste. Riguarda la presenza di una sola Aprilia in un elenco di ben 100 moto. Che troviamo, oltretutto, alla settantottesima posizione.

Si tratta della Dorsoduro, venduta in 196 unità (una moto straordinaria, che ho avuto modo di conoscere molto bene avendone posseduta una per un paio di anni).

Il suo dato, tutto sommato, non è negativo. Anzi: nonostante non sia stata recentemente aggiornata, è la seconda tra le supermotard medie – dietro alla Ducati Hypermotard – e ha fatto più numeri di MV Agusta Rivale 800 e KTM 690 SMC R.

Mi rattrista, piuttosto, non trovare una RSV4 tra le supersportive o una Caponord 1200 tra le enduro stradali. Perché parliamo di moto nuove ed estremamente valide – la RSV4 è oggettivamente stupenda anche dal punto di vista estetico – che non ottengono il successo che meritano.

Non voglio stare qui a cercare le cause o un colpevole, anche perché non ho la presunzione di avere la verità in tasca.

Nell’ultima edizione di Eicma Aprilia non ha presentato, di fatto, nessuna novità – nel 2014 però ha aggiornato la gamma V4 –. Bisognerà, dunque, attendere Eicma 2016 per conoscere eventuali nuove moto che il marchio di Noale lancerà sul mercato nel futuro prossimo.

Intanto è noto a tutti che Aprilia ha deciso di abbandonare la Superbike per dedicarsi “a tempo pieno” al progetto MotoGP.

Ha fatto bene?

30 Dec | 2015
francescoirace

Facciamola finita con false notizie e strumentalizzazioni

Michael Schumacher non tornerà più quello che era: questo mi sembra ormai acclarato. Dunque, facciamocene una ragione. Tutti: appassionati e non.

Ricordiamolo per tutte le emozioni che ci ha regalato nel corso della sua lunga e raggiante carriera di pilota, ma smettiamola di strumentalizzare una drammatica vicenda che merita soltanto rispetto e silenzio.

Purtroppo mi rendo conto che è la crisi dell’editoria a generare “questi mostri”, ma mi piacerebbe che di fronte a determinate situazioni la coscienza di chi gestisce l’informazione prendesse il sopravvento sull’interesse economico.

E invece si continua a parlare, far circolare voci assurde e fare titoli acchiappa-clic squallidi almeno quanto le vicende di gossip schiaffate in prima pagina su quelli che una volta rappresentavano i siti web di informazione più autorevoli.

Se la famiglia di Schumacher ha deciso di non diffondere nuovi aggiornamenti sulle condizioni fisiche del tanto amato pilota avrà le sue ragioni e vanno rispettate in ogni caso, comunque la si pensi: senza fare polemiche, senza raggirare la realtà e, possibilmente, senza lucrarci sù.

Qualcuno potrebbe rimproverarmi di predicare bene e razzolare male, visto che sto parlando anche io di Schumacher.

In questo caso, spero lo capiate, cerco solo di esternare un’opinione, senza diffondere notizie false, senza usare titoli “acchiappa-clic” e denunciando ciò che non gradisco. Sottolineando, infine, che Panoramauto.it non ha mai pubblicato notizie infondate e soprattutto “superflue” sulla vicenda legata al pilota.

Buon anno!

27 Dec | 2015
francescoirace

Auto a guida autonoma…per appassionati di guida sportiva

Non si tratta di un articolo provocatorio, tutt’altro. È un ragionamento che voglio fare con voi, oltretutto uscendo fuori tema e parlando di quattro ruote.

Io credo fermamente che chi si professa un vero appassionato di guida sportiva in fondo dovrebbe accogliere con piacere l’arrivo – a mio avviso molto più lontano del previsto – delle auto a guida autonoma. Vi suonerà strano, lo so, ma vi spiego il mio punto di vista e se non siete d’accordo ditemi la vostra nei commenti.

Partiamo innanzitutto dal concetto di guida sportiva.

La massima espressione della guida sportiva è l’uso dell’auto in pista. Solo tra i cordoli si può andar forte, davvero forte, “rispettando le regole” e in massima sicurezza. Spassandosela come matti, oltretutto. Ma roba per pochi fortunati.

Tuttavia è innegabile che ci si possa divertire guidando (l’auto giusta) anche sui passi di montagna e sulle strade ricche di curve; anche se, in quel caso, va detto, si è costretti a prendersi dei rischi importanti e a violare talvolta qualche regola del codice della strada. Scelte personali.

A questo punto la domanda da porsi è: quanto spazio c’è nei nostri giorni per la guida sportiva?

Non c’è certo bisogno di scomodare le statistiche per affermare che l’automobilista “tipo”, che ami o meno la guida sportiva, usi l’auto prevalentemente per muoversi in città, in autostrada, in tangenziale, per andare al lavoro, accompagnare i bimbi a scuola, andare a fare la spesa e raggiungere all’occorrenza le località turistiche con i bagagliai strapieni.

E in queste situazioni, talvolta piacevoli ma di certo non divertenti, ben venga un’auto che guidi al posto nostro lasciandoci la possibilità di impiegare il tempo – pensate a quante ore della vostra vita avete trascorso nel traffico – facendo altro: lavorando, studiando, leggendo e così via.

Anche perché, precisiamolo, quella praticata dagli imbecilli di turno che guidano come matti, immaginando i propri centri urbani come Montecarlo nel bel mezzo di un GP di F1, non c’entra nulla con la guida sportiva…

PS: quella in foto è una Rinspeed Etos Concept, prototipo a guida autonoma basato sulla BMW i8

24 Dec | 2015
francescoirace

I miei Auguri a due ruote…

Buon Natale a tutti i motociclisti…

…a quelli che amano i cordoli della pista e a quelli che invece preferiscono godersi i paesaggi seduti su una sella comoda, con il vento in faccia e con le gambe in avanti.

A quelli che usano ancora salutarsi quando si incrociano. Ma anche a quelli che si avventurano in viaggi estenuanti che hanno il sapore di conquista.

Auguri soprattutto a quelli che confondono la strada con la pista: che presto si possano rendere conto che non vale la pena rischiare tanto (troppo) quando esistono i circuiti aperti a tutti per divertirsi.

Auguri a chi guida responsabilmente, soprattutto quando ha un passeggero. Auguri a chi rispetta le regole, i semafori e gli altri utenti della strada.

Auguri a chi va in moto ed ha paura: guai a non avercela, è la paura che genera la prudenza.

Ma auguri anche a chi per la paura rinuncia alla moto.

Auguri a chi passa ore a personalizzarla. Ma anche a quelli che “io la tengo così com’è”: “neanche uno scarico? niente, neanche uno scarico”.

Auguri a tutti quelli che fanno grossi sacrifici per comprare una moto per poi sentire il cuore battere per avercela fatta firmando un documento.

Auguri a tutte le donne che (non sempre volentieri) si ritrovano sedute per ore su porzioni di selle grandi quanto una fetta di tiramisù pur di accontentare i propri uomini.

Auguri a chi ha sempre desiderato una moto e non l’ha mai avuta. Ma anche a chi ne ha avute tante con facilità senza aver vissuto quell’attesa straordinariamente emozionante di chi le cose se l’è dovute guadagnare.

E Auguri soprattutto ai bambini che sognano accompagnando con la mano una moto di plastica attorno a un tavolo…

…Auguri a tutti voi

Francesco

27 Nov | 2015
francescoirace

Eicma 2015: è tutto oro quel che luccica?

Lo scorso anno dopo aver visto e toccato con mano le novità di Eicma stilai una classifica (in ordine sparso) di quelle che a mio parere erano state le moto svelate più interessanti.

E da un salone che puntava i riflettori su supersportive da oltre 200 CV tirai fuori la MT-09 Tracer e la Scrambler, che poi nel corso del 2015 hanno fatto registrare numeri da capogiro, rivelandosi ledue sorprese dell’anno e contribuendo in maniera importante ai risultati economici raggiunti rispettivamente da Yamaha e Ducati.

Oggi il compito si fa più difficile: e non perché non siano state svelate novità rilevanti, ma perché tra queste, amio parere, difficilmente qualcuna sarà in grado di fare la differenza sul mercato.

Di sicuro trovo molto indovinata la mossa di Ducati di lanciare una Scrambler con motore da 400cc  (video). La differenza di prezzo rispetto alla sorella maggiore non è elevata, ma credo che guadagnerà comunque molti consensi.

Ho apprezzato molto la Yamaha XSR900 (video), stilosa, elegantemente sportiva, versatile e dotata di un motore tre cilindri (sicuramente divertentissimo).

Sono sicuramente da provare le nuove Triumph Bonneville (video), rinnovate soprattutto nella sostanza. Così come la Moto Guzzi V9 (video), che preferisco nella variante Bobber, e la nuova Africa Twin, che incuriosirebbe anche il motociclista più cinico.

Poi ci sono le altre. Quelle ugualmente belle, o anche di più, ma sicuramente meno accessibili: tra queste mi vengono in mente soprattutto la Ducati XDiavel, la BMW NineT Scrambler e la MV Agusta Brutale 800.

Quelle medie che rappresentano un’importante scommessa: Suzuki SV650 2016 e Benelli Leoncino. E le altre ancora: quelle sportive (carenate o meno) da oltre 160 CV divertentissime e “performantissime” in pista quanto inutili in strada.