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16 Oct | 2016
francescoirace
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Marquez mondiale, la MotoGP 2016 finisce a Motegi

La debacle Yamaha di oggi ha solo accelerato il processo di assegnazione del titolo MotoGP 2016 a Marc Marquez, ma non ha certo cambiato un esito che già da parecchio tempo appariva scontato e giusto.

È meritatissimo il quinto mondiale in carriera (terzo nella classe regina) per Marquez, che non ha fatto fuoco e fiamme come qualche anno fa ma ha portato a casa di volta in volta punti preziosi con maturità e astuzia.

Si è messo alle spalle le polemiche e le liti, ha fatto “pace” con Valentino e con quella parte del suo istinto “suicida”.

E si è concentrato solo su un solo obiettivo. È cresciuto come uomo e come pilota. Oggi ha “avuto culo”, come lui stesso ha dichiarato, ma il mondiale non gliel’ha regalato nessuno. Bravo Marc.

Ora non gli resta che divertirsi (e divertirci) nelle prossime tre gare inutili del mondiale. Inutili, esatto: non venitemi a parlare del titolo di vice-campione, vi prego.

12 Sep | 2016
francescoirace

MotoGP 2016, Misano: il commento #in1minuto

_gp_7963-2-gallery_full_top_lgSentire l’inno spagnolo risuonare in una Misano quasi tutta “gialla” non è di per sé una gran bella cosa. Ma se le note accompagnano la premiazione di un certo Daniel Pedrosa, allora la “musica” cambia. Rivedere lo spagnolo n.26 lassù fa piacere a qualsiasi appassionato della MotoGP: dai tifosi di Valentino a quelli di Lorenzo, passando per quelli di Marquez, Stoner e Biaggi (giusto per rendere l’idea). Pedrosa piace perché è un gran campione in pista e fuori. Non litiga, non critica, va d’accordo con tutti e se sbaglia chiede scusa. È uno di quelli “testa bassa e pedalare”, come direbbe Antonio Conte. E piace per questo. Per la sua autenticità, per la sua umiltà. E poco importa se non brilla con costanza: è sempre lì, silenziosamente presente e pronto a stravolgere i pronostici del sabato, ricordando a tutti che il talento non gli è mai mancato.

Talento che continua a mostrare dall’alto dei suoi 37 anni anche Valentino Rossi, che sperava di vincere davanti al suo pubblico. Sembrava la sua giornata, la gara perfetta, il ritmo giusto, ma poi è sbucato Dani. “Proprio oggi doveva fare il fenomeno Pedrosa, non poteva farlo la settimana prossima?”, ha poi scherzato Valentino. Che alla fine, tutto sommato, l’ha presa bene: è riuscito a recuperare qualche punto (per quanto può contare…) su un Marquez un po’ anonimo e si è goduto, come se avesse vinto, il caloroso tifo della “marea gialla”. Jorge Lorenzo, invece, a Misano ha ritrovato la forma di sempre, sia in pista che fuori.

24 Apr | 2016
francescoirace

MotoGP 2016, Jerez: le pagelle

ValentinoEccoci, proviamo a dare un po’ di voti dopo il quarto appuntamento della MotoGp 2016. Gara noiosa, ma importante, soprattutto per per i nostri colori. Valentino Rossi ha ottenuto la sua prima vittoria della stagione, trionfando davanti a Lorenzo e Marquez. È stato forte per tutto il weekend. Lorenzo non è riuscito a tenere il suo ritmo e ha dato le colpe alla gomma. Marquez, invece, è sempre più maturo…

Valentino Rossi 10

Il voto 10 Valentino Rossi lo merita per aver fatto un weekend perfetto. Ha conquistato una gran pole, con un giro straordinario (pole che mancava da Assen). Ha fatto una gara “alla Lorenzo”, partendo forte e fuggendo via: dominando in lungo e in largo, insomma. A 37 anni fa ovviamente tesoro della sua esperienza me conserva l’umiltà e l’entusiasmo di un ragazzino che ha sempre voglia di imparare cose nuove e di “crescere”. Giù il cappello (diciamolo in italiano ogni tanto).

Marc Marquez 8

Non ne aveva di più e ha fatto il possibile con la moto che guidava: oggi la Honda non è come la Yamaha, ha un po’ di problemi (a quanto pare in fase di accelerazione) che non gli permettono di essere molto performante. Marc però è più maturo, più saggio, non spreca e non prova a strafare. Porta a casa i punti giusti e mantiene la vetta della classifica.

Andrea Dovizioso 7

Non ha terminato la gara ma, almeno per quello che stava mostrando, sarebbe stato con ottime probabilità il miglior ducatista in pista. Ancora una volta è finito fuori non per colpa sua e ha dimostrato, nuovamente, una maturità psicologica sorprendente. Non ha perso le staffe, cercando di guardare sempre il bicchiere mezzo pieno. Andrea è un esempio per tutti gli sportivi e tutti i motociclisti.

Jorge Lorenzo 6

Insieme a Valentino era il più veloce. È arrivato secondo ma poi ha rovinato tutto nel dopo gara, dichiarando che “senza il problema di spin alla ruota posteriore avrebbe preso Rossi e avrebbe vinto anche staccandolo”, trascurando il fatto che lo stesso problema ha accomunato tutte le moto: da quella di Valentino a quella di Marquez, passando per le Ducati. Si tratta, a mio parere, di un’altra, l’ennesima, dichiarazione che lo rende forte in pista e sempre meno fuori…

Dani Pedrosa 6

Non riesce a fare quello che fa il suo compagno di squadra, ma è sempre lì, puntuale. Sbaglia sempre poco (lo strike su Dovizioso della scorsa domenica è stato davvero un caso isolato), e il quarto posto è un segnale importante di costanza.

4 Apr | 2016
francescoirace

MotoGP 2016, Argentna: le pagelle

Non è stato un GP facile quello che la MotoGP 2016 ha corso in Argentina ieri.

Le condizioni variabili del meteo e, soprattutto, il caos Michelin dopo quanto accaduto a Redding (gomma andata in frantumi improvvisamente), hanno condizionato sicuramente l’esito della gara.

Tutti i piloti però hanno fatto il proprio lavoro, scendendo in pista e dando il massimo. C’è chi l’ha fatto bene e chi male. Andiamo a vedere chi è stato il migliore e chi il peggiore.

Andrea Dovizioso 10

Non ha vinto e non è salito sul podio, non per colpa sua ovviamente. Ma per me merita comunque il massimo dei voti.

Stava per finire la gara conquistando un secondo posto importantissimo, ma è stato steso dal suo compagno di squadra a una manciata di metri dal traguardo.

Nessuna reazione scomposta: ha alzato la moto e l’ha spinta “a piedi” fino al traguardo per conquistare qualche punticino.

Poi dritto nei box, nessuna polemica coi giornalisti. Un esempio di sportività straordinario. Un gran pilota e soprattutto un gran professionista.

Marc Marquez 10

È stato il dominatore assoluto del weekend argentino. Dal primo all’ultimo giorno. Ha dato vita anche a uno spettacolo bello da vedere con Rossi nella prima parte di gara, con sorpassi mozzafiato ma sempre puliti e corretti.

L’unico scivolone? Sul podio…

Valentino Rossi 9

È cresciuto giorno dopo giorno, prova dopo prova. Ha raggiunto un ottimo feeling con la moto e lo ha dimostrato facendo una prima parte di gara straordinaria.

Poi il cambio moto gli ha rovinato i piani: la moto era la stessa, ma il feeling con le gomme era cambiato. Ringrazia le Ducati per il podio, che per certi versi avrebbe meritato comunque.

 Jorge Lorenzo 5

Non era il solito Lorenzo, non lo è stato per tutto il fine settimana. Le condizioni non perfette dell’asfalto gli hanno impedito di esprimersi al meglio in gara.

Non aveva feeling. È partito forte, ma dopo poche curve era già settimo. Poi un errore e la caduta.

Bello però il suo atteggiamento dopo gara: si è assunto tutte le responsabilità non scaricandole sulla moto o sulla squadra.

Andrea Iannone 3

La voglia di vincere era probabilmente maggiore del suo grande talento. Ha affrontato la gara con il piglio sbagliato.

In partenza ha quasi steso Pedrosa e ha danneggiato la moto di Marquez. Nella fase centrale ha rischiato qualcosa in un paio di sorpassi con Valentino. E nel finale ha rovinato tutto finendo per terra, trascinando il suo compagno di squadra.

Il podio era ormai lì, ma la sua voglia esasperata di arrivare davanti lo ha portato a commettere un altro enorme errore.

Costato caro a lui, ma soprattutto alla Ducati. La direzione gara lo ha sanzionato: sarà retrocesso di 3 posizioni sullo schieramento nel GP del Texas.

 

 

 

 

20 Mar | 2016
francescoirace

MotoGP 2016, Qatar: dov’è la rivoluzione?

Cambiano gomme ed elettronica, ci si aspetta la tanto annunciata rivoluzione, ma alla fine i valori in pista restano gli stessi.

È questa la riflessione che mi viene da fare a caldo subito dopo il primo round della MotoGP 2016.

In Qatar Jorge Lorenzo è stato il più veloce e il più in forma. Marquez, a dispetto di quanto si diceva fino a qualche settimana fa, ha risolto i problemi con la Honda ed è stato molto competitivo.

Valentino Rossi tutto sommato era lì: probabilmente ha pagato una scelta della gomma (la stessa dura posteriore di Marquez tra l’altro) che non gli ha dato il feeling sperato; “Mi è mancato il guizzo”, ha poi dichiarato nel post-gara.

Ma anche Dovizioso e Iannone (caduto poi a metà gara), come da programma, sono stati velocissimi; anche lo scorso anno finirono sul podio insieme al dottore.

Pedrosa, invece, a Losail non ha mai brillato. Insomma, tutto abbastanza prevedibile. Tutte considerazioni che però non devono suonare come conclusioni. È sempre la prima gara dell’anno…

Cosa mi è piaciuto di questo weekend di gare

Mi è piaciuta la straordinaria performance di Lorenzo, un martello ormai sempre più preciso e spietato.

Sono stato felicissimo di vedere Dovizioso sul secondo gradino del podio: mi piace molto come pilota e apprezzo tanto, ma veramente tanto, la sua umiltà e la sua educata pacatezza. Mi è piaciuta la gara della Moto3, vinta da Niccolò Antonelli.

Cosa non mi è piaciuto di questo weekend di gare

Non mi è piaciuto l’atteggiamento di Jorge Lorenzo: né in occasione del diverbio in pista con Valentino Rossi nel corso delle libere (al di là delle colpe più o meno concrete, poteva reagire diversamente), né quando è arrivato nel parco chiuso dopo la vittoria mimando il gesto tutto da interpretare “bocca cucita”.

Non mi è piaciuto il battibecco in Moto3 nel dopo gara tra Fenati e Bulega. E, soprattutto, dopo quanto accaduto lo scorso anno, mai mi sarei aspettato che la direzione gara potesse riproporre un teatrino imbarazzante (in Moto2).

13 Mar | 2016
francescoirace

MotoGP (2016), voltiamo pagina?

Tra una settimana inizia la MotoGP 2016. Ed era ora, mi verrebbe da dire.

Non solo perché sentiamo un po’ tutti la mancanza della classe regina, ma soprattutto perché, non so voi, ma io non ne posso più di sentir parlare ancora oggi del motomondiale dello scorso anno.

Sono stanco dei salottini costruiti per discutere delle schermaglie tra Marquez e Rossi o della più o meno facile convivenza tra Valentino e Jorge nei box Yamaha; si saluteranno? si daranno la mano? chi dei due sorriderà per primo e chi porterà il caffè all’altro?

Sono stanco di leggere articoli e vedere interviste in cui, ancora oggi, si cerca di strappare qualche dichiarazione su cui costruire un bel “titolone” (più o meno veritiero).

Insomma, sono stanco di essere spettatore di continue repliche di una (brutta) telenovela.

Qualche giorno fa Valentino Rossi ha ribadito, in un’intervista esclusiva rilasciata alla Gazzetta dello Sport, che non avrà più un rapporto personale con Marquez, ma che in pista dovranno correre rispettandosi nella maniera più assoluta.

Bene, facciamocene una ragione. Tutti. Non saranno più amici. Chiaro? È una cosa così difficile e dolorosa da accettare?

La vita, di giornalisti e appassionati, va avanti anche se Marquez e Rossi non si telefoneranno la sera prima di andare a dormire. E anche se Rossi e Lorenzo dopo il GP non andranno a cena insieme.

Dunque, godiamoci la MotoGP che verrà e lasciamo stare definitivamente il gossip…

Buon motomondiale a tutti!!!

10 Jan | 2016
francescoirace

MotoGP come il calcio…ma di chi è la colpa?

Il fan club italiano di Marc Marquez annuncia su Facebook che non sarà presente al Mugello – MotoGP 2016 – per motivi di sicurezza. La notizia è stata ripresa da tutti i più importanti media, non solo italiani, ed è ormai nota a tutti.

Per i più distratti, riassumendo: “Il dispiacere più grande è di non poter tifare Marc e Alex liberamente come avevamo sempre fatto fino a qualche anno fa, ma la situazione è quella che è e finché si continua a buttare benzina sul fuoco (e non parliamo solo di giornalisti e comuni tifosi), non ce la sentiamo di correre rischi così alti.

Troviamo vergognoso che una tifoseria non possa tifare liberamente il proprio campione senza correre rischi di ricevere minacce, oggetti o addirittura sputi, ma purtroppo anche nel motociclismo siamo arrivati a questo punto”, si legge nella nota del fan club.

Dunque, le conseguenze di quel triste finale di stagione della MotoGP sono queste: valentiniani contro marcziani, in uno scontro verbale, corredato da minacce, che ricorda, ahimè, le squallide rivalità calcistiche.

Sono d’accordo con Paolo Gozzi quando dice (sul suo blog su gazzetta.it) che “probabilmente anche un messaggio distensivo da parte delle parti in causa – in questo caso da parte di Valentino Rossi, perché Marquez ha già cercato di gettare acqua sul fuoco – ora non riuscirebbe a far rientrare l’allarme”.

Ormai il virus dell’odio (sportivo) ha già contagiato tutti i supporters più sfegatati; basta fare un giro sui social network per leggere in queste ore commenti violenti, cattivi e aggressivi.

Ma di chi è la colpa? È (solo) dei piloti che hanno scatenato questo casino infangando uno sport fino a qualche mese fa “incontaminato”, come sostengono in molti?

A mio avviso no. Non c’è dubbio che Valentino Rossi, Marc Marquez e Jorge Lorenzo (perché anche i suoi atteggiamenti non sono stati idilliaci) siano i principali responsabili di questa disfatta sportiva; chi più e chi meno.

Ma la colpa è anche nostra. Facciamoci un esame di coscienza: addetti ai lavori, giornalisti e appassionati.

I media – chi più e chi meno – ci hanno marciato sù per interessi economici, talvolta alimentando le polemiche e accendendo le rivalità per un pugno di clic: in fondo la dichiarazione offensiva e dura di un pilota nei confronti del rivale fa molto più clamore rispetto a un’intervista fatta di parole distensive.

Dall’altro lato, gli appassionati (o presunti tali), i cosiddetti tifosi. Com’è possibile che siano cambiati, in peggio, improvvisamente?

In realtà le spiegazioni sono due: dopo il fattaccio di Sepang anche chi non seguiva la MotoGP (magari solo il calcio) ha iniziato ad appassionarsi alla telenovela schierandosi da un lato o dall’altro per partito preso; chi (tra i tanti) invece si professa appassionato da sempre, probabilmente non è mai stato un vero sportivo e al primo segnale di “scatenate l’inferno” ha dato libero sfogo a un fanatismo violento e incondizionato, tipico della “peggio razza di ultrà da stadio”.

Io, almeno, la penso così.