12 Jun | 2016
francescoirace

TT Isola di Man: altro che coraggio, è mancanza di rispetto della vita

158105683.2

Pur non volendo, in questi giorni mi è capitato di guardare su Facebook pochi secondi di qualche video postato dal TT, la celebre e folle corsa che si disputa a giugno di ogni anno su un circuito stradale dell’Isola di Man (60 km circa).

Ogni anno il dato più atteso (dagli addetti ai lavori) non riguarda i risultati, ma i sopravvissuti: quest’anno si contano almeno 4 morti. Sì perché, purtroppo, un circuito cittadino non dà quasi mai una seconda chance a un pilota. Un errore, a velocità sostenutissima, nella maggior parte dei casi, equivale alla morte.

Bene, questo “sport” non mi piace neanche un po’, non mi è mai piaciuto e mai mi piacerà. E resto sempre più basito quando leggo o ascolto cose del tipo “che coraggio questi piloti”.

Premesso che ognuno è libero di fare ciò che vuole della sua vita, qui il coraggio non c’entra nulla, ragazzi. O meglio, insieme all’eventuale coraggio, non c’è una buona dose di “mancanza di rispetto della vita”?

Un conto è fare uno sport pericoloso (come la MotoGP o la Superbike e così via) e un altro è sfidare la morte.

Non ci vuole una buona dose di istinto suicida e un’altra di disamore nei confronti di se stessi e dei propri cari, per poter prendere parte a una “competizione” simile?

Certamente i fanatici del “full gas”, “gas a manetta”, “se sei incerto tieni aperto”, e tutte queste cazzate qui (perché sono delle gran cazzate, degli intercalari stupidi e anche pericolosi), si esalteranno guardando i piloti sfrecciare a 300 km/h su strade larghe 3 metri, e commenteranno negativamente questo post.

A me fa l’effetto contrario. Non è questa “la moto” che piace a me e non questo lo sport che piace a me.

Parliamo tutto l’anno – noi giornalisti, ma anche addetti ai lavori, Case motociclistiche e di abbigliamento – di sicurezza stradale su due ruote, di come migliorarla, dei sistemi di sicurezza elettronici. E poi ogni estate ci ritroviamo a contare, con una tristissima indifferenza, le vittime di un evento estremamente folle.

Perché alla fine la cosa veramente dolorosa è che le vittime del TT non fanno neanche notizia….

Io ho lanciato la mia provocazione, ora dite la vostra.


Commenta su Facebook

Commenta sul sito

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Puoi usare questi codici HTML nel tuo commento: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>